L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sostiene il diritto delle donne di decidere sulla nascita del loro bambino e questa decisione significa anche poter scegliere dove si desidera che si verifichi il parto.
Partorire in casa, quando il parto è naturale e non ci sono stati problemi durante la gravidanza, può essere un esperienza molto bella, intima ed accogliente invece che essere portati in una sterile sala parto ospedaliera.
Fino a qualche anno addietro, l’assistenza ospedaliera al parto è stata considerata quasi un obbligo, tuttavia, da qualche tempo a questa parte molte coppie hanno rinunciato all’ospedale scegliendo di dare alla luce i figli nell’intimità della propria casa.
Di seguito tutto ciò che bisogna sapere sul parto in casa.
Parto naturale o in ospedale?
La maggior parte delle donne che scelgono di dare alla luce i loro figli a casa lo fanno perché non desiderano che siano messe in opera quelle pratiche mediche, come la somministrazione farmaci per l’accelerazione del parto o azioni chirurgiche che a volte potrebbero essere evitate.
Al contrario vogliono che la nascita del bambino avvenga a casa con un parto naturale, un atto a cui le donne, fin dalla notte dei tempi, sono biologicamente preparate.
Quali sono i vantaggi del parto in casa?
Gli studi sul parto in casa sostengono vantaggi significativi per le donne. Da un lato, la madre vive con maggiore intensità la soddisfazione del parto nella privacy e tranquillità che offre l’ambiente casalingo.
Inoltre, un parto naturale, elimina interventi medici, come l’episiotomia (incisione chirurgica del perineo) o il taglio cesareo e quindi il recupero della madre è più veloce.
A chi è consigliato il parto in casa?
E’ consigliato solo alle donne che non presentano alcun fattore di rischio durante la gravidanza.
Secondo gli esperti, le principali controindicazioni alla nascita in casa sono:
- Gravi problemi della madre e tra gli altri quelli cardiaci, renali, respiratori o psicologici.
- Gravidanza a rischio per ipertensione, diabete, anomalie del feto o placenta previa.
- Nascita pretermine (prima di 37 settimane) o postermine (dopo la 42 settimana).
- Se il bambino alla nascita si presenta non in posizione cefalica.
- Se manca la garanzia professionale di un assistenza domiciliare o eventuale trasferimento in ospedale in meno di 10-20 minuti.
- Se si è in presenza di parto gemellare o se la donna ha avuto un precedente taglio cesareo.
Come è organizzato il parto in casa?
Una volta che la decisione di partorire a casa è stata presa dalla coppia, il primo passo da compiere è quello di avere una valutazione medica per verificare che non vi siano fattori di rischio per il parto.
E’ consigliabile un monitoraggio dettagliato durante tutta la gravidanza, attraverso test e controlli.
Il passo successivo è quello di contattare lo specialista che seguirà la madre durante il parto. Tale figura è rappresenta, di solito, dall‘ostetrica, che si occuperà del monitoraggio e controllo della gravidanza della madre e del supporto durante il parto.
Tra le altre cose, l’ostetrica è anche responsabile di valutare l’adeguatezza della casa e confermare che essa soddisfi tutte le condizioni necessarie (igiene, temperatura, facilità di un eventuale trasporto in ospedale) affinche si possa avere un parto corretto e tranquillo.
Come cercare assistenza?
Trovare specialisti che facciano l’assistenza domiciliare alle donne durante il parto in casa è un compito importante che deve essere affrontato dalla coppia.
E’ consigliabile contattare un associazione per il parto naturale che si occupi di parto a domicilio. Su internet è possibile trovare diverse realtà che si occupano di ciò.
Nei siti web si trovano gli elenchi di professionisti disponibili assecondo le province ed in alcuni anche un forum di discussione.
Quali rischi comporta il parto in casa?
Diversi studi condotti da professionisti sono risultati contrastanti sul tasso di rischio del parto in casa in rapporto a quello in ospedale. Mentre alcuni riferiscono che il rischio di pericolo per il bambino e per la madre sia simile in entrambi i casi, altri ritengono che il tasso di mortalità infantile in casa è più elevato rispetto alla nascita in ospedale.
Ciò non significa che non sia sicuro alle condizioni che abbiamo trattato e per evitare ogni possibile rischio, gli esperti consigliano di optare per il trasferimento immediato della madre all’ospedale se il professionista che la segue rileva segni o sintomi di rischio particolari e non previsti come una dilatazione stazionaria, liquido amniotico molto basso, prolasso, sanguinamento o perdita del benessere fetale, tra gli altri.
Quanto costa il parto in casa?
Il prezzo di un parto in casa varia tra i 2000 e i 2500 euro a seconda dei servizi e degli specialisti presenti.
Il costo comprende generalmente, oltre all’assistenza durante il parto, i controlli durante la gravidanza, la disponibilità 24 ore su 24 della levatrice a partire dalla trentasettesima settimana e le visite dopo il parto.
E’ bene ricordare che il parto in ospedale è gratuito e il parto in casa potrebbe essere rimborsato dalla ASL a cui appartenete poichè la stessa risparmia il denaro del parto ospedaliero.
Sebbene alcune regioni come Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Trentino abbiano già approvato leggi che prevedono il rimborso è sempre consigliabile rivolgersi preventivamente alla vostra ASL di competenza per avere chiarimenti in merito